Se la caldaia perde pressione solo quando è spenta, il primo controllo è confrontare due letture a impianto freddo: una diminuzione rispetto al valore durante il riscaldamento può essere normale. Se invece la pressione a freddo scende progressivamente, bisogna cercare una perdita o un’anomalia del circuito. Puoi annotare il manometro e osservare eventuali tracce d’acqua esterne; vaso di espansione, valvole e parti interne richiedono un tecnico. Il solo sintomo non permette di indicare una causa “più comune” valida per ogni impianto.

La prima verifica: stai confrontando caldo con freddo?
Durante il riscaldamento l’acqua cambia volume e la pressione può aumentare; quando il circuito si raffredda, il valore può tornare più basso. Questo movimento non dimostra che sia uscita acqua. La domanda utile non è soltanto “quanto è scesa da ieri sera?”, ma “è più bassa rispetto alla precedente lettura nelle stesse condizioni?”.
Per esempio, osservare una pressione maggiore mentre i radiatori sono caldi e una minore al mattino non basta a riconoscere una perdita. Se invece ogni mattina, con impianto raffreddato, il valore diminuisce rispetto ai giorni precedenti, l’informazione merita una verifica. Non serve accendere appositamente il riscaldamento per riprodurre il fenomeno.
Spenta può significare condizioni diverse
Il termostato che non richiede calore non equivale necessariamente a una caldaia completamente inattiva. Un apparecchio combinato può essere utilizzato per l’acqua sanitaria, mentre altre funzioni dipendono dal modello. Quando raccogli le letture, annota se il riscaldamento era fermo da tempo e se qualcuno aveva appena usato acqua calda.
Leggi il valore senza aprire il mantello. Se il display deve essere consultato con una procedura specifica, segui il manuale. Non usare la temperatura percepita toccando tubi o raccordi come criterio: possono essere caldi e non forniscono una misura affidabile delle condizioni dell’intero circuito.
Come procedere: cinque controlli senza smontaggi
La sequenza seguente riguarda osservazioni esterne e raccolta di informazioni. In presenza di una perdita importante, acqua vicino a parti elettriche o altri segnali di pericolo, evita di proseguire e contatta l’assistenza. Non aprire valvole che non riconosci.
1. Cerca il valore prescritto nel manuale
Individua la sezione dedicata alla pressione dell’impianto di riscaldamento. Va distinta dalla pressione dell’acqua dell’acquedotto e dalle regolazioni del gas. Il valore corretto dipende dall’apparecchio e dall’impianto: una cifra trovata in una guida generale non sostituisce le indicazioni per la tua installazione.
Se la lancetta è fuori dall’intervallo previsto o compare un blocco per pressione insufficiente, non cercare di ottenere il riavvio con reset ripetuti. Fotografa il messaggio, se puoi farlo in sicurezza, e consulta le istruzioni o il centro assistenza.
2. Registra letture confrontabili
Se la pressione resta nell’intervallo ammesso e non ci sono anomalie urgenti, annota le letture durante la normale gestione dell’impianto. Non mantenere in funzione una caldaia con pressione insufficiente per completare un diario.
- Data e ora dell’osservazione.
- Valore indicato dal manometro o dal display.
- Impianto freddo oppure riscaldamento recentemente utilizzato.
- Eventuale rabbocco o sfiato effettuato in precedenza.
- Presenza di errori o tracce d’acqua.
Questi dati consentono al tecnico di distinguere una normale oscillazione da una tendenza persistente. Se il valore scende rapidamente, non aspettare diversi giorni per rendere più completo l’elenco: segnala subito quanto hai già osservato.
3. Guarda radiatori e raccordi accessibili
A impianto freddo, osserva dall’esterno i punti visibili: sotto i radiatori, vicino alle valvole, sui raccordi accessibili e sotto la caldaia. Cerca gocce, aloni o umidità senza allentare dadi e senza stringere collegamenti per tentativi. Una fotografia della traccia può essere utile prima che si asciughi.
La guida di Worcester Bosch sulla perdita continua di pressione invita a considerare le perdite dell’impianto e lo scarico della valvola di sicurezza. L’assenza di una pozzanghera non esclude un problema: alcuni tratti possono essere nascosti e le tracce esterne possono essere poco evidenti.
4. Segnala eventuali scarichi senza modificarli
Se noti acqua da una tubazione di scarico, riferisci da dove arriva senza tapparla o scollegarla. In una caldaia a condensazione esistono scarichi con funzioni differenti: non identificare a caso quello della valvola di sicurezza e non scambiare automaticamente la condensa per acqua persa dal circuito dei radiatori.
Non mettere mani o contenitori dove potrebbe uscire acqua calda. Se il punto non è visibile o raggiungibile in sicurezza, lascia l’ispezione al professionista. Una descrizione incompleta ma corretta vale più di una verifica effettuata esponendosi a ustioni.
5. Contatta l’assistenza se il calo continua
Un valore che torna a diminuire, la necessità frequente di aggiungere acqua o un blocco ricorrente richiedono una diagnosi. Comunica l’andamento osservato e chiedi quali precauzioni adottare fino all’intervento. Non basta riportare ogni volta la lancetta nella zona indicata per dichiarare risolta la causa.
Quando il vaso di espansione diventa un’ipotesi concreta
Il vaso di espansione aiuta a compensare le variazioni di volume dell’acqua. Vaillant descrive nella guida ai problemi del vaso di espansione come un suo malfunzionamento possa associarsi a pressione instabile e all’intervento della valvola di sicurezza. Il calo visto dopo lo spegnimento può quindi essere l’effetto finale di ciò che è avvenuto durante il riscaldamento.
L’indizio da riferire è una salita anomala a caldo seguita da un valore molto basso a freddo, soprattutto se hai notato uno scarico d’acqua. È un’ipotesi da verificare, non una prova sufficiente per ordinare un vaso nuovo. Non premere la valvolina del vaso e non tentare di ricaricarlo con una pompa: la verifica richiede condizioni e competenze specifiche.
Perché non conviene rabboccare continuamente
Un eventuale ripristino della pressione deve seguire il manuale ed essere previsto come operazione dell’utente. Se non identifichi con certezza il comando o se ci sono perdite e anomalie, chiedi indicazioni al tecnico. Non azionare rubinetti sotto la caldaia sulla base del colore o della posizione mostrata in un video.
Vaillant, nella pagina sui cali di pressione nelle caldaie, distingue le possibili cause e richiama il controllo dei componenti quando il problema persiste. Un rabbocco occasionale previsto dalle istruzioni è diverso dal dover aggiungere acqua ripetutamente. Quest’ultimo comportamento va segnalato, perché ripristinare il numero sul display non identifica né elimina la perdita.
Non lasciare il sistema di carico aperto per compensare automaticamente il calo. Evita anche di aumentare la pressione oltre il valore indicato pensando di avere una riserva per la notte. Potresti alterare le condizioni di funzionamento senza risolvere il difetto.
Errori da evitare quando la pressione scende di notte
- Sfiatare tutti i radiatori per tentativi: modifica le condizioni del circuito e può ridurre ulteriormente la pressione.
- Chiudere valvole di mandata e ritorno senza istruzioni: le prove di isolamento competono al professionista.
- Aprire il mantello: non serve per leggere il valore o fotografare una traccia esterna.
- Aggiungere sigillanti: non è una soluzione universale e richiede una valutazione tecnica.
- Ignorare il blocco perché a caldo il valore risale: un aumento con la temperatura non dimostra che il circuito sia integro.
Se senti odore di gas, interrompi queste verifiche: non azionare interruttori o fiamme, allontanati e contatta dall’esterno il pronto intervento gas. Una sospetta fuga ha priorità rispetto alla lettura del manometro e non va indagata aprendo l’apparecchio.
Come riconoscere una soluzione effettiva
Dopo l’intervento, chiedi quale causa sia stata riscontrata: perdita, scarico, problema del vaso o altro componente. Fatti indicare il valore a freddo atteso per il tuo impianto e le condizioni nelle quali osservarlo. Non esiste un preventivo affidabile ricavabile soltanto dalla frase “perde pressione da spenta”.
Il risultato da verificare è una pressione coerente nelle stesse condizioni, senza necessità di rabbocchi ripetuti e senza perdite o blocchi. Confrontare freddo con freddo è il controllo iniziale più utile; ricostruire perché il valore continui a scendere è invece il compito della diagnosi tecnica. Questa distinzione permette di agire senza confondere una normale variazione termica con un guasto da riparare.
